Sicurezza sui luoghi di lavoro

Valutazione rischi sui luoghi di lavoro

1Il datore di Lavoro deve valutare i rischi presenti nell’ambito della propria attività lavorativa sulla base delle indicazioni contenute nel Testo Unico della sicurezza. E’ necessario quindi provvedere alla redazione di un Documento che indichi i pericoli connessi all’attività svolta e le ‘strategie’ da mettere in atto. Tali rischi dipendono dall’interazione tra l’agire umano e le caratteristiche architettoniche dei locali, delle attrezzature, degli impianti e delle sostanze in essi presenti. UPS è in grado di fornire qualsiasi tipo di assistenza al fine di ottemperare quanto richiesto dalla normativa vigente.

 

Valutazione rischio rumore

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Con l’approvazione del Decreto Legislativo 81/2008 e le successive modificazioni e integrazioni, l’Italia ha confermato l’impostazione europea della prevenzione e protezione dei rischi introdotta già dal DLgs.277/1991 e basata sulla valutazione del rischio.
L’art.190 del D.Lgs.81/2008 impone al datore di lavoro di effettuare una valutazione del rumore all’interno della propria azienda al fine di individuare i lavoratori esposti al rischio ed attuare gli appropriati interventi di prevenzione e protezione della salute.
La valutazione del rumore deve confluire nel più generale Documento di valutazione dei rischi.
Casi particolari di valutazione del rischio sono quelli finalizzati alla redazione del PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento, da redigere preliminarmente l’affidamento di un contratto d’appalto nel settore dei cantieri temporanei e mobili) e alla stesura del DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenti, da redigere preliminarmente l’avvio dell’attività di un contratto d’appalto in tutti i casi in cui non è previsto il PSC).

 

Valutazione rischio vibrazioni

3E’ noto che l’esposizione umana a vibrazioni meccaniche può rappresentare un fattore di rischio rilevante per i lavoratori esposti . Da un punto di vista igienistico, l’esposizione umana a vibrazioni si differenzia in:
Esposizione del Sistema Mano-Braccio, indicata con acronimo inglese HAV (Hand/arm vibration). Si riscontra in lavorazioni in cui si impugnino utensili vibranti o materiali sottoposti a vibrazioni o impatti. Queste possono indurre un insieme di disturbi neurologici e circolatori digitali e lesioni osteoarticolari a carico degli arti superiori, definito con termine unitario “Sindrome da Vibrazioni Mano-Braccio”. L’esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio è generalmente causata dal contatto delle mani con l’impugnatura di utensili manuali o di macchinari condotti a mano.
Esposizione del corpo intero, indicata con acronimo inglese WBV (Whole Body Vibration). Si riscontra in lavorazioni a bordo di mezzi di movimentazione usati in industria ed agricoltura, mezzi di trasporto e in generale macchinari industriali vibranti che trasmettano vibrazioni al corpo intero. Tale esposizione può comportare rischi di lombalgie e traumi del rachide per i lavoratori esposti.
L’articolo 202 del Decreto Legislativo 81/2008 ai commi 1 2 prescrive l’obbligo, da parte dei datori di lavoro di valutare il rischio da esposizione a vibrazioni dei lavoratori durante il lavoro. La valutazione dei rischi è previsto che possa essere effettuata senza misurazioni, qualora siano reperibili dati di esposizione adeguati presso banche dati dell’ISPESL e delle Regioni o direttamente presso i produttori o fornitori. Nel caso in cui tali dati non siano reperibili è necessario misurare i livelli di vibrazioni meccaniche a cui i lavoratori sono esposti.

Valutazione rischio chimico

4L’impiego di sostanze pericolose, nei diversi comparti lavorativi, coinvolge figure professionali diverse con preparazione non sempre specifica. Gli agenti chimici possono essere fonte di pericolo ed i relativi rischi devono essere controllati da opportune misure preventive e protettive per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori coinvolti.
Gli effetti sulla salute possono realizzarsi a seguito di eventi espositivi e dipendono sia dalla tipologia di agente chimico con il quale si viene in contatto sia dalle specifiche condizioni di esposizione che si realizzano. Lavorare con sostanze chimiche rende necessario e doveroso effettuare una valutazione del rischio chimico che sia effettivamente rappresentativa delle condizioni di lavoro e che contenga tutte le informazioni richieste dalla normativa vigente.

Valutazione rischio incendio

5La valutazione del rischio di incendio e le conseguenti misure di prevenzione e protezione, costituiscono parte specifica del documento di cui al Testo Unico (D. Lgs 81/2008).
Nel documento di valutazione dei rischi il datore di lavoro deve valutare il livello di rischio di incendio del luogo di lavoro e, se del caso, di singole parti del luogo medesimo, classificando tale livello in una delle seguenti categorie, in conformità ai criteri di cui all’allegato 1 del D.M. 10/03/98 ed oggi del Codice di Prevenzione Incendi:
a) livello di rischio elevato;
b) livello di rischio medio;
c) livello di rischio basso.
La valutazione dei rischi di incendio deve consentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza dei lavoratori e delle altre persone presenti nel luogo di lavoro.

 

Valutazione rischio scariche atmosferiche

6Nei luoghi di lavoro, la valutazione del rischio di fulminazione da scariche atmosferiche, eseguita con la versione precedente della norma, deve essere rivalutata come richiesto dal d.lgs. 81/08 e s.m.i. (art. 17, 29 e 84), essendo in vigore dal 01.03.2013 la nuova versione della norma CEI EN 62305-2.
Infatti, per gli edifici esistenti, nei quali la valutazione del rischio di fulminazione era già stata effettuata in base alle norme tecniche precedenti, il datore di lavoro dovrà compiere nuovamente la valutazione, in conformità alla norma CEI EN 62305-2, e se necessario dovrà individuare e realizzare le misure di protezione finalizzate a ridurre il rischio a valori non superiori a quello ritenuto tollerabile dalla norma stessa.
Una valutazione del rischio previdente fornisce degli elementi che permettono di prendere le decisioni opportune al fine di limitare i rischi in questione.
Le analisi dei rischi hanno come obiettivo l’oggettivazione e la quantificazione del pericolo al quale sono esposti gli edifici, e i loro contenuti, in caso di una fulminazione diretta e indiretta.
L’analisi del rischio definita nella CEI EN 62305-2 (CEI 81-10/2) garantisce un progetto di protezione contro i fulmini comprensibile per tutte le parti coinvolte (committente/datore di lavoro e valutatore) che sia ottimale sia dal punto di vista tecnico ed economico.

 

Valutazione rischio esplosione – ATEX

 
7Ai sensi dell’articolo 289, per prevenire le esplosioni il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare, sulla base della valutazione dei rischi, che dovrà considerare la classificazione delle aree con rischio di esplosione, le misure tecniche e organizzative adeguate alla natura dell’attività svolta.

Qualora l’attività non consente di prevenire la formazione di atmosfere esplosive, egli deve:
a) evitare l’accensione di atmosfere esplosive;
b) attenuare gli effetti pregiudizievoli di un’esplosione.

 



Valutazione rischio esposizione alle polveri dure

8Qualora dalla valutazione dei rischi emerga una particolare esposizione alla presenza in atmosfera di polveri, è necessario procedere ad una specifica analisi al fine di determinare le modalità organizzative e gli eventuali Dispositivi di Protezione Individuale di cui munire i lavoratori esposti a tale rischio.
Questa valutazione dovrà essere eseguita particolarmente in: falegnamerie, segherie, opifici e comunque in tutti gli ambienti che prevedono l’esposizione a polveri duri.

 

 

 

Valutazione rischio campi elettromagnetici

9La valutazione del rischio elettromagnetico è un obbligo previsto dal D.Lgs. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Al fine di tutelare e prevenire eventuali danni alla salute dovuti all’esposizione ai campi elettromagnetici, il D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro ed il RSPP alla valutazione del rischio da campi elettromagnetici (CEM). Se nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione non vi è personale qualificato per tale valutazione, il datore di lavoro può avvalersi di consulenti esterni. Entro il prossimo 1 luglio 2016, il datore di lavoro deve adottare le eventuali misure di protezione dal rischio CEM indicate nel documento di valutazione dei rischi al fine di evitare eventuali pesanti sanzioni anche penali. Pertanto, è opportuno redigere al più presto la valutazione dei rischi derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici al fine di avere un sufficiente margine di tempo per l’adozione delle eventuali misure di protezione prescritte dalla legge.

 

Valutazione rischio lavoratrici gestanti

mammaPer una lavoratrice in gravidanza molte attività lavorative possono costituire una condizione di pregiudizio o di rischio per la sua salute o per quella del bambino.
Per questo motivo sono state emanate specifiche norme preventive a tutela delle lavoratrici madri; norme, ad esempio, come il D.Lgs. 151/2001 che prevede precisi obblighi per i datori di lavoro per la salvaguardia della salute della sicurezza delle lavoratrici gestanti e delle lavoratrici madri.

 

 

 

Valutazione rischio lavoratori minori

10L’età minima di ammissione al lavoro è fissata al momento in cui il soggetto ha terminato il periodo di istruzione obbligatoria, fermo restando il limite minimo di 15 anni.
Nei confronti dei lavoratori minorenni la legge prevede specifiche diposizioni che hanno l’obiettivo di garantire un livello più elevato di tutela della loro salute. In particolare, in tema di sicurezza sul lavoro, la Legge stabilisce che il datore di lavoro, prima di assumere minorenni e in occasione di una qualunque modifica rilevante sui compiti, deve effettuare la valutazione dei rischi.
In caso di lavoratori minori, il datore di lavoro deve fornire anche ai loro genitori, o a coloro che esercitano la potestà genitoriale, le informazioni di cui all’art. 36 del D. Lgs. n. 81/08 (rischi per la salute e la sicurezza, procedure di primo soccorso, nominativi dei lavoratori addetti alle misure di emergenza, ecc.).

Valutazione rischi da interferenza D.U.V.R.I.

Il D.U.V.R.I. è il documento (da redigersi per iscritto da parte del committente) con il quale sono valutati i rischi e nel quale sono indicate le misure adottate per eliminare o ridurre al minimo i rischi da interferenze fra le attività affidate ad appaltatori e lavoratori autonomi e loro eventuali subcontraenti, e le attività svolte nello stesso luogo di lavoro dal committente. Tale documento, inoltre, attesta l’avvenuta informazione nei confronti degli operatori economici affidatari circa i rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui gli stessi dovranno operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate.

Valutazione rischio esposizione agenti biologici

11Il Datore di lavoro è tenuto alla valutazione dei rischi, all’atto di intraprendere una attività che esponga il lavoratore ad agenti biologici, in occasione di significative modifiche dell’attività lavorativa in tema di sicurezza e salute dei lavoratori e comunque nel caso in cui siano trascorsi tre anni dall’epoca dell’ultima valutazione effettuata.
Le informazioni di cui deve tener conto riguardano la classificazione dei microrganismi e tutto quel che può riguardarli in tema di patologia umana e sinergismo con altri gruppi di agenti biologici, oltre alle caratteristiche particolareggiate del processo lavorativo, al numero di lavoratori coinvolti, al programma di emergenza approntato ed alle generalità del RSPP.

Valutazione rischio agenti microclimatici

12All’interno dei rischi di tipo fisico, oggetto della valutazione dei rischi aziendali così come descritti nell’art 180 (Titolo VIII, Capo I) del D.Lgs 81/08, rientra anche il discorso legato al microclima. Spesso, soprattutto in passato ed almeno fino all’avvento della normativa 626/94, le situazioni di disagio all’interno dei luoghi di lavoro legate alle condizioni microclimatiche (livelli di temperatura, umidità, correnti e sbalzi d’aria), sono state sottovalutate se non addirittura ignorate; in realtà i disagi derivanti possono avere un impatto anche significativo sia sulla salute fisica che sul benessere psicologico dei lavoratori, con ricadute non trascurabili sull’economia aziendale se poi si riflettono, come può accadere, in giorni di assenza o di malattia.
Entrando nello specifico della normativa, l’Allegato IV al punto 1.9, definisce i requisiti minimi che i luoghi di lavoro devono possedere per poter risultare conformi e quindi garantire condizioni di benessere adeguate. Il primo aspetto valutato è quello relativo alla aerazione dei luoghi di lavoro chiusi, che deve essere sempre garantita preferenzialmente con finestre e, qualora non possibile, con impianti di aerazione periodicamente controllati, mantenuti funzionanti in modo da non esporre i lavoratori a correnti d’aria diretta.
Un altro aspetto importante da non sottovalutare è quello della corretta regolazione della temperature, che devono essere adeguate in considerazione dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici previsti.
Non vi è quindi una precisa indicazione della temperatura da adottare, che varia appunto tenendo conto delle specifiche attività e che deve essere regolata anche in funzione delle temperature ambientali esterne, evitando sbalzi rapidi ed eccessivi (soprattutto durante la stagione calda).
Infine anche il grado di umidità assume un ruolo importante, deve essere sempre tenuta sotto controllo e mantenuta all’interno di livelli adeguati, compatibilmente con le esigenze tecniche del lavoro.

Valutazione rischio esposizione amianto

13L’amianto (asbesto) è una sostanza chimica fibrosa utilizzata fino agli inizi degli anni novanta per realizzare diverse strutture. Le caratteristiche di pericolosità dell’amianto non erano note fino a poco tempo fa e sono legate proprio alla struttura della sostanza in fibre, che deteriorandosi si disperdono nell’aria e possono provocare, se inalate, alterazioni a livello dell’apparato respiratorio e polmonare anche gravi ed a distanza di molto tempo dall’esposizione. La valutazione del rischio amianto nei luoghi di lavoro, è definita nell’art 249 del D.Lgs 81/08 in cui viene esplicitamente ricordato l’obbligo del datore di lavoro di effettuare la valutazione dei rischi.
Il datore di lavoro ha l’obbligo, nell’impossibilità di procedere all’eliminazione del materiale pericoloso, di informare i lavoratori rispetto alla presenza del pericolo, di far effettuare una certificazione dello stato di integrità dell’amianto e di procedere comunque a monitoraggi ambientali e biologici per valutare la presenza di fibre di amianto nell’aria e nell’organismo dei lavoratori.

Valutazione rischio lavoro stress correlato

14okIl processo di valutazione del rischio parte dall’identificazione delle fonti di stress nell’ambiente di lavoro, attraverso l’utilizzo di opportuni indicatori suddivisi tra quelli relativi al contesto lavorativo e quelli riconducibili invece al vero e proprio contenuto del lavoro. Tra i primi risultano essere fonti di stress particolarmente significative gli ambiti legati a cultura e funzione organizzativa (problemi legati alla comunicazione, scarsi livelli di sostegno e assenza di obbiettivi professionali), ad ambiguità nella definizione della carriera professionale e del ruolo all’interno dell’azienda; a mancanza di autonomia relativamente alle responsabilità assegnate e a difficoltà nel gestire rapporti interpersonali sul luogo di lavoro. Per quando riguarda invece il contenuto del lavoro, le fonti di stress possono derivare da orari di lavoro particolarmente pesanti, anche per esempio sui turni, a carichi di lavoro eccessivi, a organizzazione del lavoro inadeguata rispetto alle competenze professionali, e infine a carenze infrastrutturali del luogo di lavoro, come ad esempio scarsa illuminazione, temperature disagevoli, scarse condizioni igieniche, spazi insufficienti.
Sono state prodotte, al momento, diverse linee guida per la valutazione aziendale del rischio connesso allo Stress Lavoro Correlato. È importante prima di tutto evidenziare come la valutazione non debba essere una misura individuale, che vada quindi a ricercare situazioni di stress nelle singole persone, ma debba altresì rispecchiare una situazione dei diversi compartimenti aziendali in modo da riflettere eventuali situazioni di disagio localizzati per aree o reparti.
Le linee guida sopracitate suggeriscono l’utilizzo, come prima fase di valutazione, di questionari o check-list, da somministrare ad un campione statisticamente valido della popolazione aziendale, con l’obiettivo di individuare le aree potenzialmente soggette a rischio sulle quali concentrarsi per azioni di analisi o di correzione ulteriori.

Valutazione rischi da segnaletica di salute e sicurezza

15Fra le misure atte a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, la segnaletica di sicurezza riveste un’importanza prioritaria tenendo presente, però, che essa va solo a completare le misure di prevenzione già in atto negli ambienti di lavoro. La segnaletica di sicurezza è l’insieme organico dei vari segnali che, nel campo della sicurezza, permette di trasmettere e comunicare le informazioni necessarie.
Il datore di lavoro deve, quindi, identificare i pericoli, valutare i rischi, annullare o limitare i rischi e impiegare la segnaletica.

 

Valutazione rischio ergonomico

16Per Ergonomia si intende la scienza che studia l’attività umana in relazione delle condizioni ambientali, funzionali, logistiche e organizzative in cui essa si esplica. In poche parole nasce con l’intento di far rispettare nella fase di progettazione di oggetti, strumenti, servizi e ambienti di vita e di lavoro quegli accorgimenti che tutelano la vita e la salute dei lavoratori sviluppando nello stesso tempo la produttività, l’efficienza e l’affidabilità dei sistemi di correlazione uomo-macchina.
Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro il rischio ergonomico attiene ad alcune pratiche e prassi quotidiane quali: movimenti ripetuti degli arti, movimentazione manuale dei carichi, posture incongrue, fatica mentale derivante dall’uso di videoterminali che possono portare al sopraggiungere di veri e propri effetti patologici sia traumatici (e quindi acuti) che cronici.

Valutazione rischio legionella

17È importante prevenire nei luoghi di lavoro la contaminazione microbiologica da legionella, una malattia infettiva grave e a letalità elevata. In questi anni sono stati osservati alcuni casi di contaminazione microbiologica da legionella, un bacillo aerobio gram negativo diffuso in tutti gli ecosistemi acquatici naturali. Questi microrganismi possono essere diffusi nell’ambiente idrico, in particolare nelle condutture di acqua calda sanitaria e nelle interfacce degli scambiatori di calore degli impianti di climatizzazione. È evidente dunque la necessità della prevenzione della legionellosi – in molti ambienti di lavoro e soprattutto in ambito ospedaliero – ad esempio in relazione alla gestione del rischio proveniente dalla mancata applicazione di norme di buona pratica per la manutenzione degli impianti idrici.

Valutazione rischi per la piscina

18Una corretta manutenzione di una piscina ad uso pubblico richiede un’attenta valutazione dei rischi e un personale qualificato ed esperto. Gli impianti natatori sono costituiti da un complesso di locali aventi diverse forme e destinazioni d’uso, tutti accomunati dalla presenza di fattori di rischio per la sicurezza e la salute dell’individuo, sia esso bagnante o addetto ai lavori. Tali rischi dipendono dall’interazione tra l’agire umano e le caratteristiche architettoniche dei locali, delle attrezzature, degli impianti e delle sostanze in essi presenti. L’efficienza degli impianti tecnologici, la pulizia e la sanificazione di ogni ambiente devono essere considerate procedure indispensabili per la perfetta efficienza dell’impianto natatorio e per il contenimento delle spese di gestione. È un obbligo giuridico, e morale, a carico del gestore dell’impianto di assicurarsi di aver preso in esame tutti i potenziali rischi presenti nel plesso, individuando le metodiche necessarie per la valutazione, la ricerca e l’eliminazione o riduzione qualora non possibile.


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